Tutto inizia con un saluto

Un semplice atto sacro che puoi fare nel quotidiano è quello di imparare a riconoscere la divinità non solo in te stesso, ma anche in chi incontri durante la giornata. Uno dei modi per farlo è rivolgere all’altra persona un saluto “energetico”, diverso da quello del linguaggio del corpo socialmente riconosciuto.

L’altro non è separato da te. Come insegna l’antico saluto maya “In Lak’ech ala k’in” (tradotto: io sono un altro te, tu sei un altro me) chi ci sta davanti è quello che noi siamo, anche se non sempre è facile accettarlo.

in lak'ech

simbolo rappresentativo del saluto In Lak’ec

In ogni essere umano esistono l’amore e la compassione, anche se sono soffocati dalla sofferenza e dalle paure. Imparare a salutare consapevolmente quest’essere Divino e Luminoso che risiede in ognuno è una vera e propria pratica di risveglio, che attiva il nostro campo compassionevole, l’energia del nostro Cuore, investendo anche l’altro delle nostre vibrazioni benefiche.

Perciò, quando devi salutare qualcuno, se vuoi fare un esercizio spirituale, allenati a riconoscere la sua Bellezza, sorridi e guarda negli occhi chi hai davanti. Dai pure la mano in segno di saluto, se non vuoi unire i palmi delle mani e chinare il capo come fa il classico Namasté, ma dentro di te nutri la consapevolezza che quello che stai guardando negli occhi è un altro frammento divino, proprio come te.

saluto stretta di mano

Non te ne renderai conto subito, ma così facendo trasformerai te stesso e chi ti circonda.

Per darti un assaggio dell’importanza che hanno le parole, soprattutto in merito al discorso del saluto, ti riporto alcuni esempi da cinque lingue differenti appartenenti a culture distanti tra loro.

💫 “In Lak’ech“: io sono un altro te. Un saluto Maya di sole tre parole che reca in sé vibrazioni di Amore e di Pace, ci ricollega al Tutto al quale apparteniamo. Ci ricorda di essere uno parte dell’altro e al contempo che il male – o il bene – che facciamo agli altri lo perpetriamo in verità in noi stessi.

💫 “Namasté“: saluto la divinità che è insita dentro di te. Un saluto indiano che riconosce la grandezza divina di chi abbiamo di fronte. Anche qui, a livello vibrazionale, prevale un’energia di Unione, Rispetto e Amore.

💫 “Ni hao“, saluto cinese che promuove la suprema Bontà, l’Amore e la Bellezza, le stesse raffigurate nell’ideogramma che lo compone, una mamma e un bambino stilizzati.

💫 “Ciao“, derivante dal veneto “s’ciao”, che significa “(sono tuo) schiavo“, formula reverenziale ottocentesca che si corrispondeva alle persone di alto lignaggio.

💫 “Bye“, saluto inglese omofono di “buy”, che significa comprare.

Riesci a notare le differenze sottili (neanche troppo) tra i saluti di una cultura consumistica in rapporto a quelli appartenenti a culture portate a considerare la spiritualità nella materia? Riesci a comprendere quanto possa essere importante il saluto, quella cosa che diamo per scontata e che per noi è così banale?

namaste

Per chi pratica il Namasté, per esempio, salutare significa concentrarsi, donare tutta la propria attenzione all’altro con un piccolo, impercettibile rito. Unire i palmi delle mani non è un gesto meccanico, ma è il simbolo del fiore di Loto, un dono spirituale offerto all’altra persona. Con l’inchino, inoltre, si riconosce l’altrui bellezza.

Questo non significa che tu debba andare in giro a inchinarti con le mani giunte davanti a ogni persona che incontrerai da ora in poi, ma puoi impegnarti a modificare la percezione che hai di un atto semplice come quello di un saluto da meccanico a spirituale e trasformativo. Non è necessario l’inchino, né è essenziale unire i palmi delle mani. Puoi svolgere tutto questo nel tuo cuore, in silenzio, concentrandoti anche sul respiro, se vuoi. A importare è il modo in cui tu consideri te stesso, chi hai davanti e il mondo che ti circonda. Perché in fondo, se facciamo parte del Tutto e crediamo fermamente in questo, amando a prescindere l’altra persona stiamo amando un po’ anche noi stessi.

saluto

L’altro rappresenta per noi uno specchio, ci rimanda un’immagine perfetta di noi, che ci piaccia accettarlo o meno. Divenendo consapevoli di questo a livello assai profondo, sarà più facile comprendere che quella persona ci invierà le stesse frequenze che abbiamo emanato nel mondo e ce le restituirà, nel bene o nel male (laddove i concetti di bene/male sono solo frutto del giudizio della mente, poiché l’Universo e l’Energia Cosmica che lo compone non tengono conto di questa distinzione tutta umana): non farà altro, dunque, che farci vedere ciò che abbiamo dentro, permettendoci di lavorare al meglio su noi stessi. Ecco perché il saluto consapevole diviene fondamentale: allenarsi in tale pratica ci consente di crescere ed evolvere, divenendo consapevoli di noi stessi e del Tutto.

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