Specchio, servo delle mie brame…

Avrei voluto intitolare questo post “A ognuno il proprio girone”, sono sincera, ma non volevo spaventarvi, per cui ho optato per qualcosa di più fiabesco.

E, in un certo senso, è di una fiaba che voglio parlarvi oggi.

Nel post sulle fiabe iniziatiche (lo trovate cliccando QUI) vi ho già raccontato del ruolo dei racconti popolari antichi, sopravvissuti fino ai giorni nostri. Ebbene, vediamo di approfondire il discorso, seguendo il mio personalissimo punto di vista, in questo caso.

Oggi – esattamente come un tempo – siamo soliti raccontare storie ai più piccoli per educarli, per rendere loro più facile la comprensione di alcuni eventi. Spesso edulcoriamo la tristezza per i fatti più tristi della vita, altre volte, invece, se vogliamo intimorirli e persuaderli dal fare alcune cose che potrebbero essere dannose o pericolose per loro, ci inventiamo figure come l’uomo nero, sempre in agguato per rapire i bambini disobbedienti.

La stessa funzione pedagogica era svolta in passato dai racconti orali, con la differenza che essi venivano narrati anche agli adulti per indurli a credere a determinate cose. Ci sono, poi, i racconti che celano insegnamenti profondi, non visibili a tutti, ma non per questo meno veritieri.

Alcune storie – comprese quelle riportate nella Bibbia – potrebbero aiutarci a vedere la nostra realtà in modo diverso, ma purtroppo abbiamo dimenticato da tempo un volume prezioso e indispensabile, che andrebbe sempre tenuto in considerazione, ovvero il traduttore. Non siamo più in grado di tradurre le fiabe, i racconti, le storie, di capirne il significato intrinseco. E allora scambiamo per verità quello che è solo finzione e prendiamo per finzione quello che invece nasconde la verità.

Oggi voglio provare ad aiutarvi nell’opera di traduzione, che deve essere personale, certo, ma una piccola spinta non può che giovare.

Lo specchio delle fiabe è la nostra più autentica realtà. Esso rimanda al mittente la sua immagine esattamente così com’è, non come la si vorrebbe vedere. E quella realtà può fare male, così come ne ha fatto alla matrigna di Biancaneve.

“Specchio, specchio delle mie brame, dimmi: chi è la più bella del reame?”

“Non sei tu, mia Regina. Nel reame c’è una donna che, ahimè,  è assai più bella di te.”

Lo specchio è l’unico strumento che la Regina abbia per conoscere la verità. Quest’ultima, tuttavia, non è soltanto la bellezza suprema della figliastra… lo specchio sta cercando di mostrare qualcos’altro alla sua padrona: l’odio, il disprezzo, l’invidia, la cattiveria della Regina. Credete, forse, che lei riconosca queste caratteristiche nel suo riflesso? No! Le vede erroneamente riflesse in Biancaneve, sua più acerrima – e ignara – rivale. Lo specchio tenta silenziosamente di mettere in guardia la Regina, ponendola di fronte alle sue emozioni distruttrici, ma lei non sa guardare, non sfrutta a suo favore la magia dello specchio. Il risultato? E’ andata incontro alla sua inevitabile rovina.

specchio - legge dello specchioNessuno ci dice che anche noi, fin dalla nascita, abbiamo il nostro Specchio Magico, eccome se ce l’abbiamo! Solo che non lo sappiamo vedere. Il nostro specchio è composto dai nostri occhi e dalle emozioni che suscitano in noi gli eventi che crediamo essere all’esterno di noi. Tutto ciò che abbiamo intorno dal nostro risveglio a quando ci corichiamo la sera, ogni cosa su cui si posa il nostro sguardo, ogni persona con la quale interagiamo, ogni situazione che ci troviamo ad affrontare, altro non è che il nostro Specchio Magico, quello che tenta disperatamente di riflettere tutto quello che abbiamo dentro per farcelo vedere, rendercelo visibile e permetterci di cambiare ed evolvere.

Lo so che non mi credete. Ci sono persone che spiegano questa legge molto meglio di me (e se si chiama Legge dello Specchio un motivo ci sarà). Provate a crederci, provate a vedere nell’arroganza altrui la vostra arroganza, a giudicare l’esagerazione altrui come la vostra esagerazione… se sarete abbastanza umili da riconoscerle come vostre caratteristiche, sarete anche in grado di accettarle e di cambiarle.

E qui veniamo alla questione dei gironi infernali di cui vi parlavo all’inizio del post.

Non credo che dopo la morte ci aspettino Inferno, Purgatorio e Paradiso e sapete perché? Semplicemente perché li abbiamo a portata di mano esattamente qui dove siamo, sulla nostra vita terrena, ora, in questo preciso momento, e a crearli siamo noi.

Se abbiamo fiducia nella Legge dello Specchio, non ci sarà difficile credere in una coscienza cosmica che ci mette costantemente alla prova, che pone davanti a noi tutte le possibilità di redenzione o di dannazione: spetta solo a noi scegliere la strada da seguire, proprio come la Regina avrebbe potuto scegliere di meravigliarsi della bellezza della figliastra, eliminando da se stessa i pensieri e le emozioni di odio, invidia e rancore, anziché distruggersi con le sue stesse mani.

legge specchioSe siamo persone rabbiose, ci meravigliamo nel vedere gli scoppi di rabbia altrui. Che maleducato! Che motivo ha di trattare così le persone?, pensiamo. Non ci rendiamo conto che la persona che abbiamo davanti sta rispedendo – riflettendo – al mittente la nostra stessa rabbia, maleducazione, esagerazione. Davanti alla rabbia di una persona, della quale siamo spettatori e testimoni, le possibilità che abbiamo sono due: possiamo riconoscere quella rabbia come parte di noi, accettandola con amore, oppure possiamo inveire contro la persona che abbiamo davanti, generando altra rabbia.

La prima scelta ci porta in Paradiso, la seconda all’Inferno, ma non nella vita ultraterrena, bensì qui dove siamo adesso!

Scegliendo di accettare umilmente quel sentimento negativo come nostro, saliamo un gradino della nostra evoluzione spirituale. Se siamo evoluti, smetteremo prima o poi di essere rabbiosi, e allora la gente intorno a noi non manifesterà più la sua rabbia in nostra presenza.

Al contrario, scegliendo di ripagare la persona con la stessa moneta, non facciamo altro che scagliare via un boomerang con tutta la nostra forza, nella vana speranza che sparisca, mentre quello tornerà indietro, nella nostra mano, forte della potenza che abbiamo messo nel lanciarlo. Ed ecco qui l’Inferno. Ce lo siamo voluto noi, e continuerà a manifestarsi in modo sempre più grave finché non capiremo la lezione, finché non risolveremo quello che abbiamo da risolvere.

Se non altro, quello dello specchio può essere un gioco divertente nel quale cimentarsi, almeno all’inizio, giusto per vedere se possiamo ritenerlo reale.

E allora provateci.

Aprite gli occhi domani mattina e iniziate la giornata così: Specchio, specchio delle mie brame… e state a vedere quel che vi rifletterà.

Muna

legge dello specchio

 

 

 

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