L’intuito, il canto dell’Anima

In quanto esseri umani, possediamo un corpo fisico, unito ai corpi mentale ed emozionale, che creano campi energetici intorno a noi. Ma c’è un’altra parte che ci costituisce e che tendiamo a considerare meno, la più importante: l’Anima, incarnata nel corpo e che funge da tramite tra lo Spirito e il mondo della materia.

E Anima sa ben più di te di quanto conosci di lei. Ella ha una voce apparentemente flebile, difficile da udire se non si abbattono i muri dell’eccessiva razionalità. Mi piace definire il suo modo di comunicare con la parola “canto”, proprio perché ha in sé molto di divino.

Anima canta ed esulta quando segui i suoi consigli, quando ti abbandoni e ti affidi al sentire che fa emergere nel tuo cuore con amore e saggezza infiniti. Quando ti alleni a udire il suo canto, obbedirle diviene un incredibile atto di Fede, oltre che una questione di Onore – nella sua ottava più alta.

Molte volte, infatti, Anima lancia segnali d’allarme nei riguardi di certe situazioni, ma la ignoriamo, attribuendo tali sensazioni a inutili paranoie. Talvolta, più semplicemente, non vogliamo affidarci a quella voce che sentiamo dentro di noi perché ci è scomoda: vuole portarci da tutt’altra parte rispetto alla direzione che vorremmo (o meglio, che la nostra mente e il nostro ego desidererebbero) e questo non ci piace neanche un po’. Allora facciamo il diavolo a quattro pur di ottenere ciò che ci eravamo prefissati, ma… ecco che incontriamo una difficoltà e una sofferenza dopo l’altra, e il nostro stato di angoscia cresce, quasi come se stessimo subendo la peggiore delle ingiustizie.

Non riusciamo a comprendere, a guardare oltre, ad accorgerci che Anima ci aveva messi in guardia fin da subito. Perché Lei, in fin dei conti, non vuole il nostro male, ma suggerisce alle nostre orecchie quali passi seguire per vivere la nostra vita in modo divino.

Ecco perché opporci ai suoi consigli significa calpestare la parte divina di noi stessi.

Eppure non è cosa semplice lasciarsi andare al suo volere con Fede cieca e assoluta. Non la conosciamo, e ci è stato insegnato a diffidare degli sconosciuti. E poi, diciamolo: seguire il suo volere richiede atti di coraggio non indifferenti.

Per esempio: immaginiamo che Anima ti suggerisca di non accettare una determinata proposta di lavoro che invece bramavi da tempo. O che, magari, ti dica che la casa di cui ti sei perdutamente innamorat* non vada bene per te. O ancora che la persona che ti sorride e che reputi tanto carina in verità sarebbe meglio se non la frequentassi affatto.

Nel mondo materiale in cui viviamo, dobbiamo spesso fornire spiegazioni e/o giustificazioni alle nostre azioni e non è semplice darle, quando a cantare è l’Anima. E, anche nel caso in cui non servissero spiegazioni, non sappiamo come comportarci nei confronti di quel sesto senso del tutto irrazionale che urla a squarciagola messaggi nelle nostre orecchie. Ma ad Anima non interessano le seghe mentali che ci facciamo, non le importa ciò che perderemmo secondo la nostra limitata concezione mentale della realtà. Lei è divina e il suo canto ci chiede a gran voce di essere eroi, di svestire i panni della pavidità e spogliarci di tutte quelle convinzioni che ci rendono passive vittime della vita.

Se Anima fosse un personaggio delle fiabe non sarebbe il principe azzurro o la principessa da salvare, ma la matrigna, la strega, il mago… non già per la loro (presunta) cattiveria, quanto piuttosto perché spronano l’eroe e l’eroina all’azione. Sono figure iniziatiche senza le quali i protagonisti non potrebbero mai giungere al lieto fine della loro storia, ma continuerebbero a vivere come lavandaie, sguattere, cuoche, fabbri, mugnai, stallieri… senza mai approdare all’inestimabile premio della Regalità. Ma, come in ogni storia che si rispetti, niente si ottiene senza il superamento di prove, e quelle di Anima sono spesso contrassegnate da Fede e Coraggio.

Dovremmo re-imparare a tenere più in considerazione il nostro personale “sentire”. E dico re-imparare perché sapevamo farlo in altre vite, ma anche quando eravamo piccoli. I bambini, proprio per la loro giovinezza, sono più vicini al mondo dello Spirito rispetto alla nostra raggiunta età adulta/maturità. Quante volte abbiamo visto bambini piangere solo per aver visto in faccia uno sconosciuto (ma capita anche coi familiari, qualche volta)? Quante volte ridono, invece, senza apparente motivo a un estraneo o fanno capricci perché non vogliono restare in un posto che percepiscono come ostile? Spesso tutte queste reazioni sono dettate dall’energia che avvertono in modo potente, dal divino intuito che in loro non è ancora stato soffocato da dubbi e insicurezze. Ri-tornare a quello stato di connessione è ciò su cui dovremmo lavorare per ricongiungerci alla nostra Anima, che è Santa, Sacra.

C’è poi la questione delicata che accosta il seguire l’intuito alla paura di essere derisi e del giudizio altrui. Il “sentire” è un senso potente che appartiene solo a te, nessuno ha il diritto di contestarlo e nessuno dovrebbe importi visioni diverse solo “perché si fa così”. Tutto ciò che SENTI è VERITÀ PER TE, è la TUA realtà, che è ben diversa da quella di chiunque altro. Fidati di quel sentire: non sbaglia (CON TE), non ti tradisce. È al contrario un amico fedelissimo e prezioso come pochi altri, per cui non lasciare che la mente ti induca a credere che le regole, le imposizioni, le leggi, le credenze altrui debbano essere universalmente valide per tutti, anche per te. Non lasciare che ti faccia credere di essere sbagliat*. Il tuo sentire è SACRO. Seguilo sempre come fosse la tua Stella del Nord, l’ago della bussola che punta nella direzione giusta: è infallibile, non sbaglia mai.

Per riconnetterti con il canto della tua Anima, puoi cominciare a tendere le orecchie nei riguardi delle sensazioni che ti suscitano luoghi e persone, per esempio.

I posti che visitiamo, così come la gente che incontriamo, hanno un’energia che li contraddistingue, quasi come se avessero una vera e propria firma. Fermati, datti tempo per ascoltare quell’energia, quella voce che sprigiona da ogni cosa. Impara a osservare ciò che hai intorno, ma lascia che siano gli occhi della tua Anima a posarsi su quello che ti circonda. Non lasciare che la mente si appropri del tuo sentire, lascia fluire in piena libertà ciò che hai nel cuore.

Che sensazioni ti dà il posto in cui sei? Ti senti bene o inquiet*? Resteresti lì, ferm* per ore a bagnarti di quelle vibrazioni o, al contrario, non vedi l’ora di abbandonarlo? Che storie senti sussurrare al tuo orecchio? Fidati dell’intuito, non mente.

Rimani un po’ immers* in quel sentire, sostaci, sguazzaci, datti tempo. E, una volta compreso ciò che ti trasmette, dona a quel luogo il tuo Amore. Che l’energia che senti sia ostile o amichevole, non potrai che fare del bene in ogni caso… e a un gesto di benevolenza ne segue sempre un altro. Dovrai essere attent* a coglierlo, però, perché l’Universo non ha parole umane, la sua lingua è quella semplice della Natura, di cui pure tu fai parte: una piuma, l’avvistamento di un animale, un fiore, un cinguettio, un colore, un motivetto, le parole di un passante udite per caso… sono questi i mezzi che usa per comunicare con noi. Re-imparare questo idioma antico apre a nuove, inimmaginabili dimensioni; se puoi, quindi, non precluderti la bellezza e l’abbondanza che spettano a ogni essere vivente. Scoprirai un mondo nuovo e ricco di pienezza che sarà capace di sorprenderti con effetti speciali.

La stessa cosa puoi farla in altri ambiti: come senti quell’informazione che ti viene data? Come si muove dentro di te? Cosa ti dice il tuo sentire riguardo quella pratica che in tanti osannano? Quando sei in un bosco, che percezioni hai? E potrei andare avanti all’infinito.

Potresti sorprenderti molto di ciò che salirà dal tuo cuore. È capitato spesso anche a me.

Per le mie ricerche sui culti femminili nelle zone in cui vivo e che condivido in questo spazio virtuale, mi dedico all’esplorazione dei luoghi col cuore aperto, pronta a ricevere intuizioni, e questo atteggiamento di apertura mi dà più di quanto immaginassi.

Ho incontrato alberi chiacchieroni, la cui voce non poteva essere ignorata. Li ho osservati con attenzione e solo in seguito ho scoperto che a essi era dedicato un culto o un rito.

In luoghi dimenticati e dalla storia avvolta nelle nebbie sono stata guidata da mani e richiami invisibili, invitata a scoprirne le origini con la familiarità che si riserva agli amici di vecchia data chiamati a condividere una tazza di tè. Una tessera alla volta, ecco comporsi un mosaico dalla bellezza inaspettata, così grande da togliermi il fiato. Ho pazientemente seguito il bandolo di una matassa di cui non vedevo la fine, affidandomi agli indizi seminati dal mio intuito come una scia di briciole di pane che mi ha sempre riportata a Casa. Non già quella fisica, fatta di muri, ma quella dell’Anima che tutto conosce.

E allora mi è sorto spontaneo chiedermi come abbia fatto a ignorare per così tanto tempo questa Voce meravigliosa che ognun* di noi possiede.

Siamo così soffocat* nelle nostre espressioni più naturali, che anche le esperienze che dovrebbero essere semplici come respirare sono diventate difficili, se non quasi impossibili. Siamo obbligat* a rispettare turni lavorativi massacranti, a sopprimere gli istinti, a conformarci a quello che altri hanno deciso per noi. Eppure ci sono conquiste e valori di cui possiamo riappropriarci, almeno in parte, scegliendo abitudini più sane, ritagliandoci del tempo per riscoprirci selvatici appartenenti al Tutto.

Dopo tutti gli immensi e inestimabili doni del mio Intuito, mi sorprendo ancora, ma tempo fa mi sono fatta una promessa che intendo mantenere: non rinnegare mai il Canto della mia Anima, il Sacro Sentire che emerge con tutta la bellezza della divina Afrodite dalle maree del mio cuore in un moto d’Amore.

E voi, che rapporto avete col vostro intuito?

Mel

© http://www.spondediboscomadre.com

Le immagini prive di firma sono state tratte da Pixabay.

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