Coltiva te stesso e il mondo ne gioverà

In quanto esseri umani, tendiamo spesso a cadere in certi errori, luoghi comuni che stanno diventando più che mai deleteri e che dovremmo imparare a smantellare, se vogliamo davvero dare il via a un Nuovo Mondo, dove non ci sarà spazio per il vecchiume che ci portiamo appresso come una zavorra.

Crediamo che la salvezza o la perdizione del mondo dipendano da noi. Eppure, al contempo, siamo convinti che il cambiamento debba sempre venire dalla massa, da un gruppo considerevole di individui, altrimenti “se lo faccio solo io non serve a un fico secco”. Nelle due frasi precedenti c’è della verità, eppure il confine tra arroganza e responsabilità tante volte è sottile, non così netto come possa sembrare… E allora proviamo a fare un po’ di chiarezza, vi va?

Prendiamo esempio dalla Natura che, come al solito, è la nostra migliore insegnante e fonte d’ispirazione.

bosco

Immaginiamo di essere in un bosco abbastanza grande, fitto. Qui tutto è in equilibrio perfetto, ogni cosa occupa il suo posto e il suo spazio, anche se noi lo ignoriamo. Prendiamo ad esempio uno dei tanti alberi che abbiamo intorno, non importa a quale specie appartenga. Vi verrà facile intuire come quella pianta non si occupi affatto di ciò che accade a uno, dieci, cento chilometri di distanza dalle sue radici. L’albero, infatti, cura il proprio spazio, i pochi metri che lo circondano, quelli che gli servono per il suo nutrimento, la sua crescita, il suo sviluppo e la sua riproduzione. Attira a sé piante e animali che gli siano utili al fine di vivere e sopravvivere, effettua scambi di energia, sali minerali e sostanze nutritive con altre piante od organismi, si cura di ricevere abbastanza luce per i suoi processi vitali di fotosintesi, offre riparo e nutrimento a diverse creature e attua meccanismi di difesa tutti suoi nel caso in cui alcuni animali minaccino la sua sopravvivenza… In questo modo si assicura il più possibile una vita lunga e in armonia con l’ambiente circostante, poiché crea intorno a sé un “giardino” armonioso, vibrante, dove tutto è in perfetto equilibrio. Vi assicuro che accade davvero tutto questo. Su un singolo albero.

Provate a estendere questo processo vitale, questo modus vivendi a ogni albero del bosco che vi ho chiesto di immaginare poche righe fa. Riuscite a comprendere cosa comporterebbe?

foresta

Quando un albero è in sofferenza, lancia un muto grido d’allarme. Così facendo, richiama a sé aiuti dalle piante vicine che, se possono, lo aiutano. Se in una parte del bosco accade qualcosa tale per cui l’equilibrio creato in precedenza si spezza (una frana, il disboscamento, la presenza massiccia di ungulati, una malattia, ecc.), le piante di quella zona iniziano a produrre comportamenti differenti volti a contrastare l’emergenza e il loro cambiamento viene avvertito dall’insieme, l’intero bosco. Piano piano, con effetto domino, tutte le piante si adoperano e si adeguano al nuovo equilibrio creatosi, dimostrando di essere una catena perfetta, ognuno nella propria singolarità. L’albero non ha la percezione del bosco, eppure, curandosi di sé e del suo intorno, si prende inconsapevolmente cura non solo della parte, ma anche del tutto.

alberi energia

Perché per noi dovrebbe essere diverso?

La Natura ci porta un grande messaggio, quello di imparare a pensare molto di più a noi stessi che all’umanità intera, e questo non significa essere egoisti, ma prendersi cura del singolo per veder fiorire il Tutto. Mi auguro riusciate a comprendere la differenza che separa questo discorso di amore ed evoluzione dall’egoismo, perché c’è.

Quello che accade al singolo non può non riversarsi nell’insieme, ecco perché diventa più che mai importante attuare comportamenti, azioni, atteggiamenti, pensieri volti al cambiamento, alla positività, al miglioramento assoluto delle nostre condizioni di vita. Ognuno di noi deve diventare contagioso… di bellezza, di luce, di consapevolezza. Così come basta un fiammifero per incendiare un bosco, una sola luce accesa dentro di noi può accenderne mille altre tutt’intorno. E questo vale sempre, in ogni ambito.

luce

Ci lamentiamo spesso di voler viaggiare e di non poterlo fare, di vivere in una città, una zona, un quartiere, un paese, brutti, magari con poche possibilità. Ci concentriamo su ciò che manca in quella zona e vogliamo evadere da quella piccola realtà che ci sta stretta. Se, invece, imparassimo a prenderci più cura del contesto in cui viviamo, partendo dalla nostra casa e poi dai suoi dintorni, il nostro quartiere migliorerebbe. Questo spronerebbe altri come noi a voler cambiare qualcosa e questa rivoluzione si espanderebbe a macchia d’olio. Nei giorni in cui siamo stati costretti in casa dalla quarantena ci siamo crogiolati pensando a quante cose non potevamo più fare, a quanti luoghi non avremmo potuto visitare, a quanto ci mancasse prendere una boccata d’aria fuori dalla nostra abitazione… e allora impariamo a valorizzare ciò che abbiamo e a cui prima non badavamo perché lo davamo per scontato. E miglioriamolo!

albero

L’albero dà e prende dall’ambiente, e anche qui si nasconde una lezione per noi. Non possiamo solo ricevere, suggere, prosciugare, ma abbiamo il dovere di restituire qualcosa che aumenti la ricchezza dell’insieme in cui viviamo. Il “come” farlo spetta a noi, sono certa che troverete il vostro modo di essere utili e di servire.

Come abbiamo visto, la pianta pensa (si fa per dire!) per sé: e allora prendiamo esempio, cominciamo cambiando:

  • la qualità dei nostri pensieri;
  • la qualità e la quantità del cibo che introduciamo dentro il nostro organismo;
  • le scelte che compiamo ogni giorno, che si tratti semplicemente di acquisti o di decisioni da prendere riguardanti la vita;
  • le attività a cui ci dedichiamo o che non svolgiamo;
  • le cattive abitudini che rendono tutte le giornate uguali e fanno morire lentamente la nostra creatività;
  • le parole con cui ci rivolgiamo a noi stessi e agli altri;
  • l’attaccamento ai nostri schemi mentali e alle convinzioni che abbiamo;
  • la percezione che abbiamo di noi stessi;
  • la meccanicità della nostra routine;
  • i ritmi massacranti della quotidianità.

Riuscite a immaginare cosa provocherebbe impegnarsi in ogni punto di questa lista? E se lo facessimo tutti, ma proprio tutti?

Concentrarsi con fermezza e impegno sull’interno, consente di modificare in modo sorprendente anche l’esterno; proprio come l’albero si cura delle sue radici, del suo tronco e dei suoi rami, producendo irrimediabilmente un cambiamento anche in ciò che lo circonda.

Concludo questo articolo con una frase di Galileo Galilei che trovo molto potente: “Le cose sono unite da legami invisibili. Non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella”. Per cui, impariamo a essere più consapevoli dei fiori che cogliamo, dell’apparente battito d’ali di farfalla che produciamo a ogni azione, a ogni pensiero… perché, per quanto silenziosi, piccoli e insignificanti possano sembrare, sono proprio quelli a determinare il cambiamento del mondo e dei suoi paradigmi.

Mel

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