Quando la legge di gravità t’insegna a non cadere

Siccome a quanto pare “Mala tempora currunt sed peiora parantur“, oggi ho intenzione di farvi conoscere una storia.

C’era una volta… Isaac Newton (sì, quell‘Isaac Newton). Lo conosciamo tutti per essere stato un grande scienziato, matematico e studioso, ma forse in pochi sanno che fu anche un appassionato di esoterismo e alchimia, interesse che lo spinse a procurarsi un gran numero di testi e a condurre esperimenti alchemici. Visse nel Seicento, a fianco di altri grandi della scienza,  e… vicino, molto vicino a tutta quella gente che contraeva la peste e ne moriva tra atroci sofferenze. Newton aveva un carattere appassionato e assai curioso e, al tempo in cui la peste nera imperversò in Inghilterra, lui aveva appena 22 anni e studiava al college. L’istituto, tuttavia, chiuse per via dell’epidemia (vi ricorda qualcosa di “vagamente” familiare, forse?) e lui si ritirò nella campagna, approfittando della situazione per approfondire i suoi studi in autonomia.

Risultato immagini per isaac newton

Ritratto di Isaac Newton dipinto da Sir Godfrey Kneller

Lo spirito assetato di conoscenza di Newton lo indusse a non preoccuparsi per la malattia, tutte le sue energie erano concentrate verso qualcosa che riteneva assai più importante di un morbo. In quegli anni, infatti, il giovane scienziato, che sopra ogni cosa ricercava la Verità, era impegnato nello studio della luce e – come dice la leggenda – passeggiava spesso nel suo giardino sotto l’albero di mele che più tardi lo avrebbe ispirato per la scoperta della Legge di Gravitazione Universale. In quella casa di campagna e in quel periodo di tempi difficili, Newton viveva in una dimensione tutta sua, dove non c’era posto per la peste, ma solo per le grandi scoperte volte a conoscere la realtà e a migliorare la vita dell’umanità. Non cedette alla paura e al terrore, morbo che appestava tutti in lungo e in largo per l’Europa, e non si ammalò. Qualcuno dirà che la sua sia stata solo fortuna sfacciata, ma la dea bendata non c’entra… o meglio, “faber est suae quisque fortunae“, e Newton fu unico e solo artefice della propria in un modo semplice quanto il respirare eppure al contempo tanto difficile. Non aveva tempo per preoccuparsi, non si fece influenzare da ciò che gli accadeva intorno, ma si rese autoimmune. In che modo? Non dando energia alla paura e alla forma-pensiero della malattia.

luce spettro

Non ci pensava e, perciò, continuò a vivere in perfetta salute mentre sperimentava e teorizzava grandi scoperte. Così Newton continuò a vivere in una dimensione – la sua – dove ogni energia era assorbita dagli studi sull’ottica e sulla gravità, dove non esistevano morte e malattia e dove c’erano fede incrollabile e impegno costante. Newton non morì di peste, ma si spense anni dopo, avvelenato dallo stesso mercurio che era intenzionato a studiare con tutte le sue forze.

Questa storia, che è vera e non è una favola inventata per gli ingenui, può insegnare molto a tanti di noi, ancora oggi. Dopo quattro secoli.

Viviamo in un momento in cui paura, terrorismo psicologico e psicosi sono diventati argomenti all’ordine del giorno, da vivere nel quotidiano. E non mi riferisco solo al tanto chiacchierato virus che sta paralizzando l’Italia (non lo nomino nemmeno, perché tanto ieri ha avuto un nome, oggi ne ha un altro e domani ne avrà un altro ancora). Siamo dormienti, zombie che si trascinano nella vita e che si lasciano vivere dagli eventi senza riflettere né aprire gli occhi a realtà differenti da quella offertaci dalla nostra vista e dai nostri sensi limitati. Oggi quello da cui pensiamo di doverci tutelare è un virus. Domani sarà qualcos’altro. E in tutto questo non ci rendiamo conto di concentrarci solo sulla paura e sul terrore cieco.

virus mascherina

Pensiamo e parliamo solo a e di quello. La vita si ferma per lasciare a briglia sciolta le preoccupazioni. I luoghi pubblici chiudono, gli impiegati sono costretti a lavorare da casa, gli eventi sportivi e le manifestazioni cittadine vengono sospese, certe zone diventano interdette, i confini si fanno più netti e invalicabili e i supermercati vengono presi d’assalto forse per far fronte a una possibile emergenza. La gente è spaventata, dicono. Gli scaffali dei negozi sono tutti vuoti, dicono. Questo virus è pericoloso per la salute umana, ci raccontano. Anche chi pensa di non credere al contagio ha paura di non trovare da mangiare per i propri figli, si sente dire.

Ma in tutto questo quadro nessuno ci propina una realtà diversa. Nessuno ci dice che tutte queste sono e saranno verità sacrosante SOLO nella misura in cui siamo disposti a crederci. Là dove va la nostra attenzione/energia, essa si manifesterà nella realtà. Attireremo tutti gli eventi verso cui dirigeremo i nostri pensieri. E non è solo una stramba ipotesi spiritualeggiante dal sapore New Age.

Quando i telegiornali, le radio, le istituzioni, i mass media, i colleghi di lavoro, i familiari, ecc. ci propinano notizie di paura e terrore (qualsiasi esse siano), chiediamoci quante di queste emozioni negative ci appartengano e rispondiamoci con estreme sincerità e umiltà. Facciamo una profonda autoanalisi, domandiamoci quale immagine ci stia rimandando il nostro specchio (per approfondire, leggi il mio articolo “Specchio, servo delle mie brame“): abbiamo paura di ammalarci? Siamo soliti abbandonarci alla preoccupazione, all’apprensione? Crediamo di vivere nella povertà e nella paralisi (di idee, pensieri, movimento…)?

malattia

E poi, dopo questo grande ed eroico lavoro di ricerca interiore, pensiamo a Newton, alla sua mela, ai suoi studi sulla luce… ma soprattutto pensiamo alla sua Fede, quella di un uomo che non aveva tempo né energie per altro che non fosse ciò in cui credeva. Sentiva di avere un compito più alto e importante e per questo non alimentava convinzioni inutili dentro di sé. Perciò si salvò.  Perciò non cadde.

E, che ci crediate o meno, qualcuno sperimenta le stesse cose anche oggi. In questo clima teso, morboso e asfittico c’è chi trova supermercati sempre traboccanti di cibo. C’è chi non sente mai la gente parlare degli argomenti che propina il telegiornale, nonostante ne frequenti molta. C’è chi vede e incontra solo gente allegra, che fischietta e canticchia spensierata. Perché accade questo ad alcuni, mentre altri vedono solo supermercati presi d’assalto e parlano con altre persone che manifestano terrore e preoccupazione? Non è il caso ad essere responsabile, ma solo noi, che coi nostri pensieri, le nostre convinzioni e il nostro inconscio creiamo la nostra individuale realtà. Nell’Universo ci sono abbondanza, amore, gioia, salute, ricchezza infiniti per tutti, spetta a noi provarli dentro di noi per manifestarli nella realtà.

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Non cedete. Non cadete. Siate gli artefici del vostro destino, non delegate la responsabilità di crearlo a qualcuno che non siate voi. Mettete le vostre energie vitali in qualcosa di più costruttivo della paura, concentratevi su un progetto, su qualsiasi cosa possa farvi dimenticare tutto il resto del mondo. Siate eroi della vostra storia e abbiate Fede nel fatto che una realtà diversa sia possibile, manifestabile, conquistabile. Solo così potrete non essere contagiati dalla follia collettiva.

Con Amore,

Mel

 

P.S.: Di seguito, alcuni link a miei articoli che approfondiscono gli argomenti qui trattati e spiegano come influenzare positivamente la realtà per diventare maghi delle proprie vite. Per leggerli, potete cliccare sul titolo.

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