Schemi mentali: se li nutri, crescono con te

Sono tante le frasi che risuonano nella nostra mente, delle quali siamo del tutto inconsapevoli. Da anni, decenni, continuiamo a ripeterci mentalmente e a rivolgerci le stesse parole che ci riservavano gli adulti quando eravamo bambini. Crediamo che si siano cancellate, nel nostro presente non ci pensiamo più, eppure esistono in noi, nel nostro inconscio (il quale costituisce il 95% della nostra mente) ed emergono nei momenti meno opportuni, creando in noi un disagio che fatica a scemare e ci portiamo dietro per lungo tempo.

Ebbene, ci sono schemi mentali, pensieri, convinzioni che, se continuiamo a nutrire senza abbandonarli e/o trasmutarli, crescono insieme a noi.

Quando eravamo bambini, vuoi per la nostra sicurezza, vuoi per le preoccupazioni degli adulti o per il loro desiderio di non farci soffrire e renderci forti nelle difficoltà della vita, ci sono state dette delle frasi, ripetute costantemente a ogni occasione utile. Esse si sono sedimentate in noi, proprio come accade coi ciottoli di un fiume che mano a mano vanno a formare le rocce sedimentarie.

rocce sedimentarie

Anno dopo anno, tali sedimenti emotivi – perché di questo si tratta – vengono nutriti inconsapevolmente da noi, finché non diventiamo adulti e quei sedimenti hanno ormai raggiunto la dimensione, l’altezza e la dura consistenza di una montagna. E quelle frasi che un tempo ci sono state rivolte per farci crescere in una realtà che i nostri genitori, insegnanti, familiari, ecc., ritenevano troppo dura per l’innocenza di un bambino vanno a costituire la nostra personalità, fatta di traumi rimasti irrisolti, più o meno gravi e importanti. Quelle frasi crescono come un lievito, e a esse ancora rispondiamo dai tempi dell’infanzia, schiavi inconsapevoli di vecchie emozioni e altrettanto vecchi pensieri, riproducendo lo schema comportamentale di difesa corrispondente, proprio come avremmo fatto da bambini.

bambino interiore

Un bambino non fa distinzione tra giusto e sbagliato, tra ciò che è di piccola o grande portata. Si affida agli insegnamenti e alle valutazioni degli adulti che ha intorno, che per lui sono come divinità. Obbedisce e poi, giorno per giorno, nutre l’insegnamento il pensiero, lo schema mentale, il trauma, ingrassandolo per bene per tutta la vita. Vediamo come.

  • “Non fidarti degli sconosciuti”

Questa esclamazione, se sedimenta in noi, finisce per renderci adulti sempre diffidenti, poco inclini all’apertura verso il prossimo, ma non si limita a questo. Una frase simile può condurci a un eccessivo senso di responsabilità, a lungo andare, perché riteniamo di non poterci permettere di delegare a qualcun altro i nostri doveri, non ci fidiamo, solo noi siamo in grado di svolgerli. Ma, nella mente di un bambino, la parola “sconosciuto” è anche riferita all’ignoto, a ciò che non conosce, non solo alle persone… Riuscite a comprendere la portata di un sedimento emotivo di questo genere?

paura

Con una frase simile sguinzagliata nella mente e tenuta a briglia sciolta, l’adulto di domani potrebbe sviluppare una paura devastante dentro di sé, tale per cui percepirà il nuovo, l’ignoto, come qualcosa da cui tenersi alla larga. In quella frase, pronunciata con l’intento di renderci meno ingenui e più preparati all’imbroglio, al male che qualcuno di esterno potrebbe arrecarci, impariamo mano a mano a non fidarci di situazioni che non conosciamo e a temere soprattutto la morte, l’evento più ignoto legato alla nostra esistenza. Portato agli estremi, sconosciuto e ignoto è anche tutto quello che può accaderci fuori dall’uscio di casa, in un nuovo posto di lavoro e in molte altre occasioni. Tutto questo marasma è dentro di noi ogni giorno, anche se non ce ne rendiamo conto, e, inevitabilmente, lo trasmettiamo anche ai nostri figli, magari in forme differenti, ma con lo stesso timbro.

  • “Attento che cadi!”

Il Sistema in cui viviamo ha inculcato anche nel nostro modo di parlare negatività e paure. E così a un genitore è difficilissimo – quando non addirittura impossibile – parlare ai propri figli (e a se stesso) in modo positivo. Attento che cadi! pone l’attenzione sul cadere, ma anche sul trauma che ne conseguirebbe, sul dolore, su un’implicita lacerazione psico-fisica ed emotiva. Un’energia ben diversa dall’esclamazione “Resta in equilibrio“, che invece offre implicitamente fiducia nelle capacità motorie del bambino. Sotto quella frase sta scritto: “vai, mi fido di te, so che puoi farcela senza difficoltà, sei forte“.

camminare

L’attento che cadi!, nutrito e ingigantito, plasma un adulto che molto probabilmente avrà paura di fallire, che si sentirà sbagliato e dolorante ogni volta che tale sentimento si presenterà nella sua esistenza. Ma è possibile anche che tale adulto avrà dentro di sé ben poco slancio e scarsa fiducia nelle proprie capacità e che non oserà mai buttarsi in nuove imprese che possano andare a migliorargli la vita. Un bambino che è stato traumatizzato dalla paura di cadere, diventerà un adulto che difficilmente vorrà e saprà volare nella vita, perché si sa, chi vola troppo alto rischia di cadere e farsi davvero un gran male, così ci è stato detto, giusto? E allora per questo individuo diventerà difficile, se non impossibile uscire dalla zona di comfort, coprire posizioni di rilievo, diventare un leader, puntare in alto per la propria carriera e la propria vita.

volare

  • “Devi fare come dico io”

Guai disobbedire. Guai azzardarsi a contraddire il pensiero e il volere degli altri. Guai a dire di no. Ecco cosa impara il bambino a questa imposizione, ecco cosa si sedimenta nel suo inconscio. Questi schemi mentali impediscono all’adulto di domani di opporsi a situazioni, circostanze, ordini che riterrà ingiusti e che lederanno alla sua libertà personale. Dirà sempre di sì, anche quando non vorrà. Chinerà il capo e obbedirà senza mai ribellarsi.

giudizio

Un effetto simile e strettamente collegato è quello che si produce con la frase “Quando parlo io, devi stare zitto“: il messaggio che passa e che si sedimenta è quello di non imporsi, di evitare sempre e comunque possibili conflitti… e questo rende insicuri, pieni di dubbi e chiacchiericci mentali che porteranno l’adulto ad avere paura di agire in qualsiasi modo, per timore di ciò che gli altri potrebbero percepire.

  • Smettila di piangere! Ti stanno guardando tutti

Ed ecco che con queste semplici (si fa per dire) parole si va a nutrire una delle emozioni più forti, pericolose e calcaree dell’esistenza umana: il giudizio. Mostrare le proprie debolezze e le proprie emozioni agli altri viene percepito come qualcosa di sbagliato, di cui vergognarsi. E la vergogna è sempre figlia del giudizio negativo su di sé, così come la critica che impariamo a sviluppare nei confronti di chi non si comporta secondo i nostri schemi mentali, le nostre abitudini. Quello del giudizio è un demone enorme, difficile da sradicare, perché non coinvolge solo la vita familiare, ma anche i rapporti con gli altri, la sopravvivenza nella società, ecc.

pianto

Vi sarete resi conto che tutte queste frasi (ce ne sono altre, quelle proposte qui erano solo degli esempi) le abbiamo vissute tutti e che è impossibile che non siano lievitate dentro di noi come l’impasto tiepido di una pagnotta nel forno.

Questo articolo non vuole portarvi a sviluppare o a confermare in voi colpe da riversare sui vostri genitori. Essi sono stati vittime di altre vittime e, secondo ciò in cui credo, ognuno di noi ha scelto di incarnarsi in questa vita e con determinati genitori per sviluppare precise qualità e superare certe prove. In base a questo e ad altri fattori che andrebbero analizzati in un articolo a parte, ognuno di noi viene colpito maggiormente da alcune frasi piuttosto che da altre e svilupperà traumi differenti. Ognuno di noi, dicevo, ha ricevuto una o più frasi tra quelle analizzate, è inevitabile nel mondo in cui viviamo. Ma la buona notizia è che in qualsiasi momento della nostra vita possiamo prendere coscienza di tali schemi mentali e di come li riproduciamo nei diversi ambiti della nostra vita.

Possiamo decidere ora di non nutrirli più, di evitare che ingrassino a spese dell’essere meraviglioso, traboccante di luce che eravamo da neonati e che siamo ancora, sotto tutta quella spazzatura vecchia di anni.

bambini

Possiamo renderci consapevoli così che la paura di fallire, il non osar volare, il giudizio, la vergogna, la paura dell’ignoto ecc. non ci appartengono: in verità siamo molto, ma molto di più.

Mel

Per approfondire ulteriormente, ti consiglio di leggere anche il mio articolo “Guarire se stessi e la propria famiglia“.

[Fonte immagini: Pixabay]

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