Atmosfere d’Irlanda: diario di viaggio #6

 

Consapevoli che la vacanza volgeva al termine, abbiamo tirato le somme di quello che avremmo voluto vedere negli ultimi due giorni della nostra permanenza in Irlanda.

Abbiamo optato ancora una volta per un’esplorazione on the road di diversi luoghi, e così le quattro ruote ci hanno condotto a Kenmare, dove si dice sia sbarcato Partholon, figlio di Sera della stirpe d’argento, che diede inizio alla storia mitica dell’Irlanda.

Kenmare Partholon

Prima di arrivare a Kenmare siamo stati letteralmente rapiti dagli scorci e dai paesaggi di passaggio, che ci hanno indotto a fermarci diverse volte lungo il percorso. Fino a quel momento, infatti, avevamo goduto quasi esclusivamente di vedute marine e costiere, mentre quel giorno i nostri occhi erano deliziati da un entroterra selvaggio e invitante.

Abbiamo volutamente evitato il turistico Ring of Kerry per dedicarci a mete meno ambite, e così siamo giunti fino a Glengarriff, nella caratteristica Bantry Bay, in cerca di foche. Non siamo stati fortunati nella nostra pacifica caccia, ma in compenso abbiamo goduto di una fresca passeggiata sul Fairy Walk, poggiando gli scarponi da trekking su un tappeto di petali rosa di rododendro. Una fiaba!

Glengarriff Blue Pool and Fairy Walk

E ogni dieci metri, in quel bosco magico che affacciava direttamente sulle acque placide dell’Oceano, erano state poste casette artigianali per le fate, ognuna con la sua caratteristica e spesso realizzate con materiali di recupero: un cestino, una borsa, uno zoccoletto olandese…

Fairy Walk Glengarriff

Fuori dalla porticina d’ingresso delle Fairy Houses c’era sempre un’offerta per il Piccolo Popolo, una noce, una ghianda, un lampone, un fiorellino… C’erano persino dei Fairy Gardens ricavati nei tronchi degli alberi abbattuti, abbelliti da piantine grasse e cestini in miniatura con dentro frutti di bosco freschi (e veri!).

Glengarriff Blue Pool

Deliziati da quella passeggiata breve, ma magica, abbiamo deciso di tornare a Killarney per godere del National Park, prima di tuffarci ancora una volta nell’euforia dei pub cittadini. Il parco ha spiegato la sua tela di alberi fiabeschi, ogni cosa sembrava uscita da un’illustrazione.

Killarney National Park

Dai laghi incorniciati da rocce e prati verdi sembrava di scorgere la Fata Viviana, anche se so che appartiene al ciclo bretone e non a quello irlandese.

Killarney National Park Lake

Le querce e gli alberi tutti avevano forme particolari, mai viste prima, persino la conformazione del terreno ci è parsa molto diversa rispetto a quella a cui siamo abituati. Tra quei boschi vivono i cervi, divenuti il simbolo del Killarney National Park e della città. Nella stagione degli amori bisogna fare attenzione ad avventurarsi per questi boschi per via delle battaglie che i maschi intraprendono per contendersi gli harem di femmine e divenire i “re” di una nuova stirpe.

Mi è dispiaciuto non potermi fermare più a lungo in questo paradiso verde di biodiversità, ma sono comunque felice di aver assaggiato i sentieri del parco.

L’ultimo giorno prima del nostro rientro in Italia dovevamo riattraversare l’Irlanda per rientrare a Dublino, motivo per cui abbiamo speso gran parte della nostra giornata in auto, ma qualche sosta ce la siamo concessa comunque.

La prima, brevissima, è stata in prossimità delle cosiddette Paps of Anu, i Seni della dea Anu.

Paps of Anu - Co. Kerry

Nella foto se ne scorge uno solo (la strada che stavamo percorrendo non ci ha permesso di fermarci prima per coglierli entrambi), ma sono due colline gemelle che da lontano hanno le forme perfette dei due seni di una donna supina, con tanto di capezzoli sulla vetta. Sedi di un antico culto dedicato ad Anu, dea della fertilità che secondo alcuni corrisponderebbe alla Morrigan, sono ancora oggi meta di escursionisti e di viaggiatori. I capezzoli sono formati da antiche costruzioni in pietra che testimoniano il culto della divinità a cui il luogo era dedicato.

La seconda tappa è stata decisamente più intensa, fortemente voluta dalla sottoscritta ed è avvenuta Courtown, sede del Seal Rescue Ireland, centro di recupero foche in difficoltà.

Seal Rescue Ireland - Nacho

Non sapevo cosa aspettarmi, ma ero certa che sarei rimasta colpita dall’esperienza e non avevo torto. Le volontarie del centro ci hanno accolti con una visita gratuita della struttura, spiegandoci il loro modo di lavorare e la loro missione. Ogni anno un gran numero di cuccioli di foca restano senza la madre, abbandonati a loro stessi sulle spiagge irlandesi. Quando sono molto piccoli, non possono avventurarsi in mare per via della peluria che ne ricopre il manto, che non è ancora idrorepellente. Ci sono diversi motivi per cui la madre può essere spinta ad abbandonare i propri cuccioli e, in quei casi, spetta ai volontari del SRI recuperarli e accudirli. Ci sono poi le foche intossicate dagli scarichi delle barche e quelle con lo stomaco pieno di plastica. I volontari del centro hanno cura di tutte loro e della loro riabilitazione, finché non arriva il momento di poterle liberare di nuovo nell’Oceano.

Seal Rescue Ireland

Finalmente sono riuscita a vederle bene dal vivo, a occhio nudo e non tramite lo zoom di un obiettivo, come era successo a Inish Mor. Vederle nuotare nelle vasche è stato uno spasso, ancor di più immaginandomele libere di scorrazzare nell’Oceano da lì a breve.

La visita al Seal Rescue Ireland si è conclusa con tanti sorrisi e alla fine… ho anche adottato una foca a distanza, il piccolo Moss, con i suoi occhioni profondi colmi di tenerezza.

Seal Rescue Irleland - Moss

E’ stata la conclusione perfetta di una vacanza meravigliosa e magica sotto ogni punto di vista, un’esperienza che ora so per certo si ripeterà perché in quella terra bagnata dall’Atlantico e sferzata dal vento ho lasciato molto di me, pezzetti di cuore che devono essere recuperati e vissuti ancora e ancora.

Per finire questo lungo diario di viaggio, vorrei consigliarvi di realizzare sempre i sogni che avete nel cassetto. Toglietevi quello sfizio, fate ciò che avete sempre voluto fare, lanciatevi in quell’impresa che vi sembra impossibile, ché i rimpianti sono pugnali velenosi e la vita è fatta di bellezze da vivere, non di fallimenti e paure da catalogare e collezionare.

Buon viaggio e buon vento!

 

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