L’Edera, il lupo degli alberi

Ricca di simboli e spesso detestata, l’Edera rappresenta una pianta fondamentale all’interno del sistema naturale.

Sempreverde, è robusta e resiste anche ai climi più freddi. Ama l’ombra e il freddo, ma cerca sempre la luce, pare anelare a essa, fonte di vita per l’intero pianeta Terra. E’ divenuta il simbolo per eccellenza dell’adattabilità e della creatività; la sua forza, infatti, risiede proprio nella sua capacità di assecondare, superare e trasformare qualunque ostacolo incontri sul cammino.

edera

E’ una delle poche piante rampicanti dei boschi dell’emisfero settentrionale, dove fa da tappeto al terreno o si arrampica su alberi o pareti anche molto alte. In un primo tempo, dunque, cresce sulla terra, la Grande Madre della quale pare essere l’emanazione. Anche nella stagione più fredda, l’Edera copre il suolo con le sue foglie coriacee, fino a quando incontra il tronco di un albero.

edera albero

Può sopravvivere anche con scarsità di luce e in vari tipi di terreno. E’ una pianta con una grande forza vitale, per questo è longeva, a crescita lenta e può vivere centinaia di anni.

Per gli antichi era il simbolo dell’immortalità. Il capo cinto con rami di edera simboleggiava il dare energia e forza alle proprie idee.

L’Edera è l’undicesima pianta dell’alfabeto celtico.

Suo protettore era il dio Dioniso, signore della fertilità. Questa divinità veniva chiamata anche Kissòs, nome greco dell’Edera. Siccome Dioniso era considerato il dio del trasporto mistico e di quello amoroso, la pianta divenne nel vocabolario popolare dell’amore un simbolo della passione che spinge a unirsi strettamente, in un abbraccio che si vorrebbe eterno, con l’amato o l’amata, un abbraccio simile appunto a quello dell’edera intorno al tronco di un albero.

edera bacche

I suoi frutti sono tossici per l’uomo e i cavalli, ma commestibili per gli uccelli. Veniva usata fin dalla notte dei tempi per curare le affezioni dei bronchi e dei polmoni, i mal di testa e di ventre, ma anche le ferite e le emorragie interne. Ancora oggi è un rimedio estremamente efficacie nelle forme asmatiche.

L’Edera è usata in Europa centrale e settentrionale insieme all’Agrifoglio come decorazione natalizia. L’usanza nacque in una superstizione secondo la quale i folletti delle case amavano architettare molti scherzi durante le feste di Natale. Per difendersene, si cominciarono ad appendere rametti di Edera e di Agrifoglio sulle porte, alle travi delle case e sui camini. I presunti poteri magici di queste piante cambiavano a seconda delle località. In Scozia, per esempio, l’Edera aveva il compito di proteggere dal malocchio le vacche e il loro latte.

edera e agrifoglio

Le streghe del Medioevo si servivano di questa pianta per comporre filtri d’amore, ma soprattutto era uno degli ingredienti usati per fabbricare l’unguento con cui si frizionavano il corpo prima di recarsi al Sabba. Sempre nel Medioevo, le foglie di Edera lasciate a macerare nell’aceto erano usate, con l’aggiunta di un goccio di acqua di rose, per alleviare i postumi di una sbornia.

I Lituani, popolazione arcaica che occupava anticamente un territorio molto più esteso di quello attuale e presso la quale sopravvisse a lungo il culto degli alberi, chiamavano l’edera Perkunas, dal nome del dio del fulmine, signore sovrano della natura che le antiche cronache paragonano a Zeus. Anche i Germani consideravano l’Edera consacrata a Donar, dio del tuono e figlio della Jord, la Terra.

Nell’antico Egitto era consacrata al signore della vegetazione, Osiride.

I Romani credevano che le coppe costruite con legno di edera rivelassero il vino di cattiva qualità e controbilanciassero gli effetti collaterali dell’alcool.

edera antichità

I Celti la ritenevano una pianta in grado di contrastare i veleni; questo la rendeva magica e in grado di proteggere dagli spiriti maligni. I druidi conoscevano gli effetti curativi delle sue foglie giovani, con cui preparavano decotti e impacchi, ma anche quelli tossici delle bacche, che provocano alterazioni del sistema nervoso.

La funzione dell’Edera in natura è piuttosto oscura per l’uomo moderno. Considerata dai più una pianta parassita, non suscita simpatia. Tuttavia, l’Edera protegge il legno dagli effetti dannosi di alcune radiazioni con cui certe nostre apparecchiature bombardano continuamente la biosfera. In molti luoghi l’aumento di Edera negli ultimi decenni va di pari passo con l’aumento dell’inquinamento da microonde.

edera albero2

Sfatiamo, dunque, il mito che l’Edera sia una pianta parassita e soffocante. Si pensa erroneamente che possa prendere la linfa dalle piante a cui si attacca. In realtà non è così: l’Edera sviluppa delle piccole radici che le permettono di aggrapparsi alla pianta ospite senza danneggiarla, se non togliendole parte della luce solare che, senza la sua presenza, la pianta avrebbe potuto prendere. Le radici dell’Edera hanno solo una funzione di sostegno, esattamente come quella di molte altre piante rampicanti. Inoltre, svolge un ruolo ecologico non indifferente nell’ambiente boschivo.

edera casa

Così come per le case su cui si arrampica, l’Edera protegge gli alberi dalle temperature troppo rigide. Se un albero che viene coperto dall’Edera cade, è perché era troppo vecchio o troppo malato per poter sopravvivere altrimenti; in questo modo, l’Edera svolge un importante compito di selezione naturale, restituendo alla terra le piante ormai stanche e anziane, per offrire un ottimo nutrimento al terreno. Le piante cadute al suolo sono inoltre un ottimo alimento per insetti, funghi e microrganismi.

api edera

L’Edera offre un ottimo polline alle api, che producono così il miele anche a tarda stagione, poiché questa pianta fiorisce quando tutte le altre cominciano il loro lento letargo. Infatti, fiorisce in autunno e produce frutti in primavera.

edera uccello

Come già detto, le bacche dell’Edera offrono un importante nutrimento per gli uccelli, che in alcuni periodi dell’anno faticano a trovare altro cibo. Delle sue foglie si nutrono inoltre le farfalle, i daini, i cervi e i caprioli. Per tutti questi motivi è importante preservare questa pianta, che regola gli equilibri boschivi in modo silenzioso, ma fondamentale.

Fonti:

  • Il canto degli alberi. Manuale di fitoterapia energetica, Maria Cornelia Giordani
  • Florario. Miti, leggende e simboli di fiori e piante, Alfredo Cattabiani
  • Mitologia degli alberi. Dal giardino dell’Eden al legno della croce, Jacques Brosse
  • Lo spirito degli alberi. Una chiave per la vostra espansione, Fred Hageneder
  • Iniziazione ai culti celtici, D. Bortoluzzi e A.P. Russo

 

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