La libertà della creazione: “Pelle di Foca”

Mi ci sono voluti tre anni per tirare fuori dalla penna e dal cassetto una storia, un romanzo che ha visto la luce proprio poche settimane fa.

Mi racconto raramente su questo blog, chi mi segue se ne sarà accorto, ma oggi mi sembra doveroso mettere momentaneamente in pausa gli articoli divulgativi per dedicarmi a qualcosa di mio e riportare un’esperienza per me alchemica.

Tre anni fa reggevo tra le mani l’immenso “Donne che corrono coi lupi” di Clarissa Pinkola Estés, un libro che mi ha aiutata molto, a suo tempo. In quel periodo avevo appena concluso la lettura del mito “Pelle di foca, pelle d’anima” riportato dalla Estés nelle pagine del suo saggio e rimasi talmente incantata dalle sue innumerevoli interpretazioni, dalle sue chiavi di lettura e dalle sue atmosfere che decisi di scriverci un libro. E’ iniziato così un viaggio che ad oggi non si è ancora concluso, perché mi sta portando dritta al centro di me stessa come nessun romanzo uscito dalla mia penna ha mai fatto. E’ nato dunque “Pelle di Foca”, un romanzo di formazione dalle mille sfaccettature, che per me non sarà mai solo un libro, ma rappresenta qualcosa di ben più grande.

pelle di foca - melania d'alessandro

Trama:

31 ottobre, Samhain. Una neonata viene abbandonata sulla spiaggia e a raccoglierla sono due mani amorevoli, quelle di un uomo la cui vita cambierà per sempre.

Siamo in Irlanda, e quella che Fergus ha trovato sulla battigia è senza ombra di dubbio la figlia di una selkie. A testimoniarlo sono i suoi capelli e i suoi occhi, scuri come gli abissi dai quali proviene,  e le mani palmate. Sono tante le leggende che hanno per protagoniste le donne-foca e Fergus le conosce a memoria. Non sono malevole, ma appartengono ai sidhe, gli esseri fatati, e tutti sanno che possono diventare pericolosi, soprattutto se collegati alla notte di Samhain.

Fergus non si cura delle dicerie e decide di crescere la piccola come una figlia, attirando su di sé il malcontento del paese in cui vive, un agglomerato di cottage su un’isola al largo della costa irlandese. Brennalyn, questo il nome che Fergus le dà, cresce protetta dal suo amore, desiderando la libertà che solo l’oceano può offrirle e che fin dal suo primo vagito le è stata negata. Per tutti lei è Pelle di Foca, colei che porterà la sciagura sull’isola. Attraverso il pregiudizio, la superstizione e la solitudine, imparerà a conoscersi e a crescere, accettando la pelle di foca che si porta dietro fin dalla nascita.

“Pelle di Foca” è un trampolino di lancio per potermi dedicare a tutto ciò che amo, per divulgare una leggenda che ancora oggi parla alla nostra Anima con il linguaggio archetipico delle fiabe iniziatiche. Ho inserito al suo interno storie del folklore irlandese, tutte riconducibili al mare, fiabe che Fergus racconta a Brennalyn prima di dormire e che le serviranno a crescere e ad affrontare le difficoltà della vita. Proprio come è accaduto a ognuno di noi, insomma. Brennalyn, dapprima bambina, poi giovane donna, incarna il desiderio di essere accettati per ciò che si è, mentre Fergus, il cui passato è stato segnato da dolore e sofferenza, obbliga il lettore a interrogarsi sulla propria vita e su quelle debolezze che ci rendono unici, sì, ma che vanno affrontate per evolvere.

pelle di foca

Ho scritto questo romanzo per far conoscere alle donne – ma anche agli uomini – la loro personale e creativa “pelle di foca”, quel tramite tra Anima a corpo, tra Spirito e materia che ognuno di noi possiede, ma che troppo spesso dimentica di avere.

In futuro scriverò alcuni articoli riguardo i messaggi, i simboli e gli insegnamenti della leggenda originale, intanto ho creato una sezione apposita nel menù del blog, dove potrete trovare tutte le informazioni relative al romanzo e i link di approfondimento che, se vorrete seguire, vi condurranno direttamente sul mio secondo blog dedicato alla scrittura.

Ci tengo a sottolineare che è un libro leggibile e comprensibile a ogni età, avendo diversi livelli di lettura.

pelle di foca cartaceo melania d'alessandroL’ho realizzato in autonomia in ogni sua parte: dal testo alla copertina, dalle illustrazioni all’impaginazione. Questo mi ha permesso di mettermi in gioco al 100%, di sfidare i miei limiti e di rimanere coerente in tutto e per tutto con il messaggio di libertà e rinascita di cui si fa portavoce il romanzo, che è svincolato dall’editoria tradizionale.

Quando si crede fermamente in qualcosa, alla fine essa si avvera, si materializza. Io con “Pelle di Foca” ho coronato un sogno che mi è costato tre anni di lavoro e sono grata a me stessa e a tutti coloro che hanno fatto parte di questa meravigliosa avventura che è stata scriverlo, pubblicarlo e presentarlo al pubblico.

Non mi resta che salutarvi e ringraziare anche voi, se vorrete far parte di questo viaggio.

Un abbraccio.

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