L’arte di essere contenti

“Possibile che io sia tanto sfortunato? Vorrei fare questa cosa, ho tutte le carte in regola per farla, ma mi mancano i mezzi. Come faccio?”

“Se avessi questo, questo e quest’altro potrei realizzare il mio progetto/sarei felice e soddisfatto di me stesso.”

08f85ba98ff9768a838b1df10185a421Quante volte abbiamo pronunciato almeno una di queste frasi? Quante volte ci siamo lamentati di ciò che ci mancava per fare quel passo in più che ci avrebbe permesso di raggiungere una meta prefissata?

Poi, un bel giorno, abbiamo ottenuto quel “qualcosa” e irrimediabilmente abbiamo cercato un altro oggetto su cui sfogare le nostre ansie, su cui riversare le nostre infinite e sterili lamentele. Ed è ricominciato tutto da capo.

Perché accade tutto questo?

La risposta è molto più semplice di quanto possa sembrare. Ci concentriamo sull’esterno, non sull’interno, nella speranza che qualcuno o qualcosa al di fuori di noi possa darci la felicità alla quale agogniamo. Scarichiamo la responsabilità sugli altri, sugli eventi che non vanno come vorremmo o su altro, ma in ogni caso non accettiamo che la nostra felicità dipenda ESCLUSIVAMENTE da noi. E’ molto più semplice scaricare la colpa sul fidanzato che non ci dà abbastanza attenzioni, sul datore di lavoro che non ci offre la promozione, sull’impiego che non abbiamo e via dicendo. Tuttavia, è ben più arduo ammettere di avere la piena responsabilità sulle nostre infelicità e insoddisfazioni.

Se non ti dai valore, come possono dartene gli altri? Se tu per primo non ti ami, come speri che gli altri facciano altrettanto nei tuoi confronti? Non ti dai attenzioni, non ti ascolti e non credi in te stesso, ecco perché il mondo che ti circonda ti ripaga con la stessa moneta. Nel momento in cui sarai veramente felice per quello che sei, quando proverai gioia per la ricchezza interiore che hai, allora anche il mondo ti premierà con quello che meriti.

© Copyright 2010 CorbisCorporationSi tratta di vedere il bicchiere mezzo pieno, senza focalizzarsi sulla metà ancora vuota. Diamo valore ai vuoti e alle assenze, anziché alle presenze e a ciò che riempie il nostro animo di felicità. E allora, irrimediabilmente, come un cane che si morde la coda, attiriamo a noi nuove insoddisfazioni, delusioni e fallimenti.

Non sono gli altri a renderci felici, siamo solo noi a doverci bastare, e in questo discorso non mi riferisco alla pratica del non attaccamento.

Non possiamo accettare, dicevo, di essere gli unici responsabili di quel bicchiere mezzo vuoto. In fondo, ci vogliamo bene, desideriamo il meglio per noi… com’è possibile ammettere di essere l’unico vero bastone in mezzo alle ruote del nostro stesso carro?

Avanti, pensateci.

3934f32dd5c8953d749325ad444d96a9Se vi focalizzaste solo su ciò che di bello avete intorno a voi, sulle cose positive sulle quali potete contare dimenticando tutto il resto, potreste di sicuro sentirvi più leggeri e meno ansiosi. Se poi iniziaste a dare il massimo valore a ciò che avete tra le mani, state pur certi che, pian piano, vi arriveranno nuove cose per le quali essere felici.

E allora ricominciamo dal principio:

“Voglio realizzare questo progetto. Quali qualità/ potenzialità/caratteristiche ho per iniziare a realizzarlo?”

Focalizzati sulle tue possibilità ATTUALI, solo su quelle e nient’altro, il resto verrà da sé. Concentrati, inoltre, unicamente su di te, non su quello che ti aspetti di ricevere dagli altri: sei tu la tua fonte di realizzazione. Passiamo a qualche esempio più pratico.

” Voglio che il mio libro abbia successo.”

Benissimo. Sii realista: a quale successo puoi aspirare in questo preciso momento, con i mezzi e le conoscenze che possiedi? Perché, vedi, il successo non è quello che comunemente intendiamo per tale. Se sei un piccolo autore puoi contare solo su poche persone, ma non è questo il punto sul quale ti devi focalizzare. Poni l’attenzione sul successo che puoi darti da solo, non su quello che dipende dagli altri. Sentiti realizzato, felice e profondamente grato per aver scritto la storia contenuta nel tuo libro, per tutte le emozioni che hai provato scrivendo, gonfia i tuoi polmoni di realizzazione. Questo deve bastarti. Non pensare a chi e a quanti lo leggeranno: per te è già un successo, punto.

“Voglio aprire un’attività, ma non ho i soldi per farlo.”

non ho soldiAncora una volta, benissimo. Non pensare ai soldi che non hai, ma a quello che puoi fare con quello che già possiedi. Trova soluzioni pratiche e alternative ai tuoi problemi, ingegnati, crea. E non focalizzarti sul denaro, ma su quello che puoi ottenere ora, un passo alla volta.

Ecco, questo è importante, per cui lo ripeto: UN PASSO ALLA VOLTA!

E’ inutile pensare ai “se” e ai “ma”. Non solo non è di alcuna utilità, ma è addirittura dannoso.

Le tue ansie e preoccupazioni non fanno altro che insozzare la tua felicità, ritardando, indebolendo o addirittura cancellando le tue possibilità di realizzazione. Ti stai privando di un’opportunità: è davvero questo che vuoi per te?

provaci

Comincia, buttati, ma in ogni caso sii FELICE di ciò che sei ora e di ciò che hai (non inteso in senso strettamente materiale), con la consapevolezza che puoi migliorare ancora di più.

Tempo fa una mia amica aveva il desiderio di tenere delle conferenze. Si era scervellata per trovare un locale adatto in cui realizzare il suo piccolo sogno; non aveva un soldo, non poteva permettersi l’affitto di un locale. Poi, un giorno, ha realizzato di avere già a portata di mano la soluzione al suo problema, solo che prima non riusciva a vederla. Allora ha coinvolto persone a lei amiche che hanno messo a disposizione i propri locali per aiutarla nel suo progetto a titolo completamente gratuito e, dopo poco, lei stessa ha trovato un impiego in un luogo che le ha permesso di tenere conferenze negli orari extra lavorativi. Questo è solo un piccolo esempio di ciò che può fare la vostra consapevolezza, il vostro volervi bene, amarvi e bastarvi per quello che siete.

Voglio concludere questo post con una citazione del grande Tiziano Terzani:

“Ci vuol coraggio, ci vuole determinazione, ci vuole fantasia, ma le possibilità ci sono. Non è che tutte le porte sono chiuse, che il mondo è già tutto sprangato e i posti sono già presi dagli altri. Ma per nulla! Io trovo che la cosa più bella che un giovane possa fare è di inventarsi un lavoro che corrisponde ai suoi talenti, alle sue aspirazioni, alla sua gioia, e senza quella arrendevolezza che sembra così necessaria per sopravvivere. “Ah ma io non posso perché..” Tutti possono. Ma capisci quello che dico? Bisogna inventarselo! Ed è possibile, possibile, possibile.”

Muna

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