La Rusalka

Di tutte le creature mitologiche che popolano le acque, la Rusalka è una delle meno conosciute.

Nel termine Rusalka rientrano demoni, divinità e spiriti femminili che hanno fatto di laghi e fiumi la loro abitazione, secondo la mitologia slava. L’etimologia del loro nome deriverebbe proprio da “piccolo fiume”, “ruscello”, ma sono conosciute con nomi differenti a seconda dello stato di appartenenza. In ogni caso, i nomi a esse attribuiti rimandano sempre ai corsi d’acqua.

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A seconda della zona, come capita spesso, queste creature assumono connotazioni fisiche e caratteriali differenti; alcune leggende le descrivono come giovani e avvenenti donne dalla lunga chioma, con occhi colore del bosco, a volte privi di pupille, e la testa cinta da corone di fiori. I capelli della Rusalka devono restare bagnati, pena la morte. Ecco perché non si allontana mai dalla sua dimora acquatica, e non di rado la si vede pettinarsi: il pettine fa sgorgare dalla sua chioma l’acqua, di modo che rimanga sempre idratata.

A volte compaiono in abiti bianchi, leggeri come la nebbia, in altre occasioni la loro pelle – candida o verdognola – non è ricoperta da vesti e viene mostrata per irretire gli ignari passanti.  Possono addirittura essere per metà pesci, come accade per le più conosciute sirene della mitologia greca, e l’albero a loro sacro è il platano, sui rami del quale amano arrampicarsi. Un altro aspetto le accomuna alle greche sirene, e cioè il canto fatale. Con la loro voce possono obbligare gli uomini a restare con loro fino a farli annegare. Altri modi usati per porre fine all’esistenza delle vittime prescelte sono il ballo sfrenato e l’orribile risata.

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Sono creature notturne, che amano danzare alla luce lunare abbandonando per brevi periodi le acque nelle quali si nascondono. Solo in un’occasione emergono dai fiumi e dai laghi anche in pieno giorno, e cioè durante la settimana a loro dedicata, che cade all’inizio di maggio. Ancora oggi nei paesi slavi si festeggiano le Rusalki; fin dai tempi antichi, infatti, si credeva che chi non rispettasse questa festa sarebbe andato incontro all’ira di queste pericolose e temute creature. Durante la settimana di celebrazioni, all’uomo e alla donna era proibito lavorare, poichè era un momento di riposo. In Ucraina e Polonia è usanza cantare e donare corone floreali alle correnti di laghi e corsi d’acqua.

Le Rusalki hanno caratteristiche comuni anche alla banshee irlandese e all’ondina germanica. Si dice che siano le anime di giovani donne suicidatesi, annegate o uccise nelle vicinanze di corsi d’acqua. Si può diventare una Rusalka se l’assassino è stato un amante o la madre. Continuano,  dunque, a infestare il luogo della morte. Va sottolineato che non sempre le Ruslaki sono malevole: spesso sono spiriti malinconici e tristi, in cerca di giustizia. Se la loro morte viene vendicata, la Rusalka smetterà di infestare il luogo nel quale ha perso la vita e il suo spirito troverà la pace. Possono diventare Rusalki anche le donne che, girovagando di notte, si imbattono in un corteo di queste creature.

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Illustrazione di Valisisa Romanenko

A testimoniarne la malvagità o la bontà è il luogo nel quale vivono. Poiché a esse è da sempre associata la fertilità della terra, se il paese in cui abitano è florido – come l’Ucraina e nelle aree intorno al Danubio – si dice che le Rusalki siano gioiose e benevole. Al contrario, in luoghi dal clima più rigido sono selvagge e malvagie. Sono associate altresì alla primavera, potevano influire sulla fecondità delle donne, sui raccolti, sulla pesca, curare malattie, ma anche causare la morte. Queste ninfe non interferiscono molto con la vita umana e forniscono la vitale umidità ai campi e alle foreste.

Quali che siano le dicerie e le credenze sulle Rusalki, pare emergere una cosa dalle numerose intepretazioni: esse incarnano la potenza al contempo vitale e distruttiva della natura femminile, con le sue luci e le sue ombre.

La donna ha in sè, per via della sua stessa ciclica natura, la Vita e la Morte. La sua energia può essere usata per la creazione, ma talvolta, quando viene calpestata, privata di rispetto e maltratta, può fare emergere la sua polarità distruttrice. La simbologia della Ruslaka, ci restituisce la volubilità della condizione della donna.

E’ evidente la considerazione dei popoli slavi della figura femminile, una visione magica, legata indissolubilmente alla fertilità, alla vita, alla morte e alla rigenerazione, tutte caratteristiche che si rispecchiano in lei dalla natura.

Mel

© http://www.spondediboscomadre.com

Fonti:

  • Wikipedia
  • Il Giardino delle Esperidi
  • Eastjournal.net
  • Ancient-origins.net
  • Fonte immagine di copertina: Cabals, DeviantArt.

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