Diventare un albero

Ora siediti lì, chiudi gli occhi ed espandi le tue sensazioni. Abbandona la tua carne, elimina il confine con la tua pelle. Non sei più un essere umano, sei diventato un albero.

Che cosa vedi? Cosa senti?

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Sento di non avere più la stessa percezione delle cose che ha un essere umano.

Vivo in un’altra dimensione. Il mio corpo è rigido e posso percepire la luce del sole che entra dentro di me, che mette in moto i miei vasi linfatici.

Sento l’acqua sotto di me…

Dove ti trovi? Guardati intorno… puoi riuscirci?

Sono vicino a quello che gli esseri umani chiamano fiume, ma io non gli do un nome. Per me è Vita: senza la sua acqua costantemente a contatto con le mie profonde radici non potrei sopravvivere. Sento l’umidità salire nel tronco, la mia pelle è fatta di corteccia. Percepisco i suoni in un modo diverso… e tutto ciò che ho intorno lo percepisco in quanto energia.

Riconosco un essere dalla sua energia, non ho definizioni in cui intrappolare la sua essenza. Riconosco le frequenze che ogni essere emana, non la forma che assume.

E ora dimmi: come vivi le tue giornate?

Il giorno, per me, è un continuo ricevere energia dal Sole, assorbo tutto quello che posso immagazzinare. La notte rilascio, dono, mentre mi riposo prima di ricaricarmi ancora quando il giorno sorgerà.

Quando soffia il vento, ho l’occasione di sperimentare il movimento: la mia chioma ondeggia, l’aria fa cadere al suolo le foglie ormai morte, che non servono più. E lascio andare via il vecchio per fare posto al nuovo, non mi pesa questo cambiamento. Tutto scorre, accetto il bello e il cattivo tempo.

E che mi dici del tempo, a proposito?

La vita di un essere umano per me scorre velocissima, i suoi movimenti durano il battito d’ali di una farfalla, non li posso percepire, così come quelli di tutti gli animali che abitano sui miei rami, sul mio tronco e tra le mie radici. Le stagioni non durano che una manciata di giorni, gli anni sono poche settimane. E intanto tutto scorre, e io lascio che le cose accadano, che la neve ricopra il suolo, che sui miei rami si gonfino i frutti, che le mie foglie cadano a terra. Se qualcuno mi stacca un ramo, incide la mia corteccia o mi fa del male, la mia energia si concentra sulla parte lesa e so che presto si risanerà.

Mi piace il contatto con gli altri esseri viventi, loro sono movimento, mentre io scorro lentamente. Io resto fermo dove metto radici, posso muovermi solo nella verticalità. E mi piace tendere al Sole, al Cielo: mi attira a sé.

Molto bene. Hai imparato quello che doveva essere appreso, per oggi. Ora torna nella tua carne, mio allievo, e ricorda sempre quello che hai provato quando sei stato un albero. Ti servirà.

Muna

NOTA BENE: Questo testo è coperto da copyright. È assolutamente vietata la riproduzione senza mio previo consenso.

 

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