Ma… qualche volta ti arrabbi?

A volte mi viene chiesto come mai io sia così tranquilla.
“Ma… qualche volta ti arrabbi?”, mi domandano.
Negli ultimi sette anni ho coltivato la calma dentro di me, ho imparato a valutare le cose per quello che sono e a dare loro la giusta importanza. Mi arrabbio, sì, ma non più come un tempo.
Sono consapevole che gli stati di rabbia e collera non siano salutari, ecco perché ho deciso, tempo fa, di non prendermela più per le piccolezze. E allora gastriti e problemi intestinali sono evaporati all’improvviso, mentre una volta erano all’ordine del giorno.
Automaticamente, ho iniziato a spogliarmi di convinzioni malsane, ad allontanami da ciò che sapevo mi faceva del male, per avvicinarmi sempre di più ad avere la pace intorno a me e dentro di me.
Presi le distanze dalle persone che non mi permettevano di essere quello che ero – e che sono -, dall’esteriorità, dalle cose superflue di cui mi circondavo. Ed è vero: qualcuno ha pensato di me che fossi egoista, perché chi ci sta intorno non sa vedere più lontano del proprio naso.
In realtà stavo semplicemente prendendomi cura di me. Quello che provavo nei miei confronti era spirito di autoconservazione a sfavore di tutto ciò che mi distruggeva e mi logorava dall’interno.
In questo modo il mio giardino interiore ha iniziato, pian piano, a rifiorire e si è dimostrato per quello che è: rigoglioso, brulicante di vita e luminoso.

Muna

Immagine di copertina: “Il giardino dell’Eden” di Thoma Kinkade

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